Archive for January, 2010

Vendute tutte le quote di PartyGaming

Un’altra novità coinvolge la sfera manageriale del gioco online: il multimilionario indiano Anurag Dikshit, co-fondatore della società di GAMBLING ONLINE PartyGaming, ha venduto le sue quote per un totale di piú di 120 milioni di euro.

L’imprenditore indiano del gambling online ha annunciato che devolverà tutto il ricavato dell’operazione alla propria associazione di beneficienza, la Kusuma Trust.

È la seconda volta negli ultimi quattro mesi che Dikshit fa piazza pulita delle proprie azioni. Lo scorso Ottobre infatti il magnate del gambling online aveva incassato oltre 215 milioni di euro da un’altra vendita azionaria, che sommata a quella piú recente forma un totale di circa 800 milioni di euro, i cui due terzi sono stati immediatamente devoluti alla associazione benefica di Diskshit, ‘Kusuma’.

La mossa arriva nel momento in cui difficile per la società di gioco PartyGaming, il cui equilibrio di businees è stato messo potenzialmente in bilico a causa della indecisione del legislatore americano sul futuro del gambling online.

Jim Ryan, il direttore generale dell’impresa di gambling online con sede a Gibilterra, ha lasciato intravedere la possibilità di un futuro accordo di partnership tra PartyGaming e uno dei suoi principali concorrenti, l’austriaca Bwin.

Nel frattempo PartyGaming attende col fiato sospeso le decisioni dell’amministrazione Obama circa il gambling online. L’entourage del nuovo Presidente americano pare infatti star considerando la possibilità di abrogare la legge contro il gioco d’azzardo online introdotta da Bush nel 2006.

Italia, incertezza sulla legalità del gioco online

Nel nostro Paese, quello della legalità dei casinò online è un problema tutt’altro che risolto. Gli operatori del GAMBLING ONLINE da un lato e i giocatori dall’altro chiedono maggiore chiarezza, ma cosa c’è veramente da sapere?

Innanzitutto, il legislatore italiano ha deciso di dare il via al processo di legalizzazione del gambling online in tempi molto recenti, e lo ha fatto a partire dal poker online, considerato gioco di abilità più che vera e propria scommessa.

Il gioco online, infatti, sembra preoccupare l’Italia molto più del suo corrispettivo off-line, dato che i casinò veri, in carne e ossa, operano indisturbati sul nostro territorio offrendo ai propri utenti ogni forma di gambling online che si possa immaginare, forti di una deroga concessa loro pochi anni or sono.

I monopoli italiani dell’AAMS, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, sono quelli che hanno la meglio. Giochi come l’amato Superenalotto e il classico Gratta e Vinci fanno anch’essi vincere milioni sotto forma di premi in palio, e si tratta sempre di denaro vero, anzi verissimo – una vera e propria forma di gambling mascherata da lotteria!

A conti fatti, in Italia sono solo i casinò online a rimanere tabù. E sono stati proprio loro, i monopoli, a dichiarare guerra ai siti stranieri di gambling online, mossa poco apprezzata in Europa in sede di Commissione Europea per via di un’aperta incompatibilità dell’iniziativa dei monopoli con le leggi del libero mercato.

È scosì che nasce la ‘lista nera’ del gambling online italiano, un elenco di circa un migliaio di siti di gioco online oscurata su iniziativa dei monopoli. L’Europa, d’altronde, ha fatto ben poco per evitare il ricorrere di tali fraintendimenti.

Il vuoto legislativo c’è e si vede, tanto che ogni Paese finisce per fare da sè. Il risultato? Un caos, un mix di atteggiamenti estremi che vanno dal proibizionismo totale al lassismo esasperato. A farne le spese è il mondo del gambling online.

USA, boss del gambling condannato per la seconda volta

Washington, USA – David Carruthers, il direttore generale della società di GAMBLING ONLINE BetonSports già condannato a tre anni e cinque mesi di arresti domiciliari per aver accettato scommesse provenienti da cittadini americani, sconterà trentatre mesi di prigione in piú del previsto.


Lo scorso Aprile 2009, nel dichiararsi colpevole dei reati di cospirazione e traffico illecito, Carruthers aveva ammesso di aver contravvenuto in modo consapevole alla legge americana che vieta il gambling online.


Secondo quanto indicato nei documenti in mano alla corte, i ricavi del sito di gambling online BetonSports fruttavano oltre un miliardo di dollari all’anno all’apice della propria carriera, il 98% dei quali proveniente dalle puntate di cittadini americani.


Il patrono del gioco online Carruthers, che oltre agli arresti domiciliari aveva già trascorso 32 giorni in cella nel 2006 , è stato condannato a pagare 43 milioni di dollari americani a mo’ di compensazione.


Carruthers, nato ad Edimburgo 52 anni fa,  è uno dei dieci esponenti della società di scomesse arrestati nel corso dell’operazione federale. Due degli indiziati sono ancora ricercati.


Arrestato con la moglie nel 2006 da una squadra di agenti dell’FBI all’aeroporto di Dallas mentre cercava di raggiungere la Costa Rica, sede generale  della compagnia di gambling online di cui era diventato direttore nel 2004, Carruthers ha poi trascorso gli arresti domiciliari in un hotel nel Missouri.


La sentenza, proclamata in data 8 gennaio 2010, conclude la triste saga della società di gambling online americana, che lo scorso Novembre aveva visto protagonista anche Gary Kaplan, socio in affari di Carruthers e fondatore di BetonSports, condannato a quattro anni di reclusione con il patteggiamento.

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